Insetti dei Prai

- Il territorio di Castello di Godego -
di Antonio Karabatsos

 


Panorama di una zona dei "Prai". Il campo ritratto è coltivato a rotazione: si noterà che le specie di vegetazione spontanea indicano un biotopo molto disturbato dall'azione antropica. Nel momento in cui è stata scattata la foto (maggio 2001), tra i rari insetti visibili c'erano solo alcuni imenotteri.

Questo lavoro è nato come una presentazione, a tono divulgativo, dell'entomofauna di una località non lontana dalle Prealpi venete, sita in provincia di Treviso. 

E' stato scelto il comune di Castello di Godego, che, come molte zone della pianura padana, è sottoposto ad intenso sfruttamento agricolo. La situazione che ne emerge è quindi analoga a quella di gran parte del territorio urbanizzato della penisola.


Non si può parlare degli insetti che popolano Castello di Godego se non si accenna alle caratteristiche del suo territorio non urbanizzato. 
Il paesaggio si presenta caratterizzato da una serie quasi continua di campi coltivati, spesso interrotti da siepi e filari di alberi, mentre le aree boschive sono pressoché assenti. E’ noto che anticamente il territorio era ricoperto da foreste di latifoglie, tanto da costituire riserva di caccia per i nobili veneziani.La progressiva deforestazione ha causato la scomparsa di molte specie animali; facendo qualche esempio riguardante gli insetti, si accenna a quella del maestoso cervo volante (Lucanus cervus L.), il coleottero europeo di più grandi dimensioni (fino ad 80 mm. di lunghezza) che alcuni godigesi ricordano di avere visto, da bambini, almeno fino agli anni cinquanta.

Le aree delle siepi sono sempre più caratterizzate da poche essenze arboree; oltre a ciò, la notevole diffusione della robinia, albero originario del continente americano, a scapito di specie locali, e la scarsa varietà di specie prative incidono negativamente anche sulla varietà faunistica. Se non bastasse, praticamente tutte le zone umide (marcite, stagni e prati limitrofi) sono state eliminate per fini agricoli o edificativi, impedendo la conservazione di piante ed animali del tutto particolari che popolavano questi habitat.

Nonostante ciò, tuttora permangono, in particolare nelle zone come i "Prai", varie specie di insetti che possono sicuramente attirare l’attenzione per la loro bellezza.Tra esse troviamo la Saturnia pyri, maestosa falena (ad attività notturna) che i nostri nonni chiamavano "Paveion", alcune grandi falene notturne migratrici, tra cui la famosa Sfinge "Testa di morto" (Acherontia atropos L.), svariati coleotteri tra cui la bella Cetonia (Cetonia aurata L.).
Vicino al torrente "Muson", ma non soltanto, si possono incontrare varie specie di libellule tra cui le graziose Coenagrion; in tutti i prati molti imenotteri impollinatori, tra cui il Bombo.
Tra le farfalle diurne, si distinguono la Vanessa io e la Vanessa del cardo, che spesso giunge, migrando, da località distanti anche migliaia di chilometri.
Infine, tra le specie più spettacolari, spiccano l'Apatura, il noto Macaone ed il Podalirio, dalle lunghe “code” scure.

 

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